sabato 4 aprile 2009

L'ESERCIZIO DELLA CACCIA: UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE?

Nell’ultima seduta, il Consiglio Comunale, con i soli voti della maggioranza, ha concesso all’azienda faunistico-venatoria “La Coturnice”, ulteriori 17 ettari di terreno demaniale che vanno ad aggiungersi alle numerose ulteriori concessioni effettuate, dallo stesso organo, a partire dall’anno 2002. Innanzitutto va detto che i terreni concessi sono della collettività del comune di Lenola in quanto appartenenti al demanio civico; detti terreni non sono diversi da quelli venduti nel dopoguerra con regolare atto pubblico, poi dichiarato nullo; le delibere di concessione prodotte dal Comune di Lenola sono pertanto di dubbia legittimità.
Siamo stati favorevoli alla nascita nel Comune di Lenola dell’azienda faunistico venatoria anche se, da parte dei nostri avversari vengono fatte filtrare voci contrarie, finalizzate a conquistare il consenso politico dei cacciatori. Crediamo però che l’Associazione “La Coturnice” abbia tradito lo spirito che era alla base della costituzione dell’azienda: rappresentare un momento di unità delle realtà venatorie locali e contrastare la presenza di cacciatori forestieri. Nel tempo si è venuto a creare un gruppo di potere, tutti o quasi riconducibili all’attuale maggioranza consiliare che pretende di impedire il libero esercizio della caccia nel paese. Al contrario, gratuitamente o a pagamento, vengono concessi ogni anno centinaia di permessi a cacciatori forestieri per l’esercizio della caccia sui terreni concessi gratuitamente dai privati e dal Comune.
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale abbiamo chiesto di sospendere la concessione di ulteriori terreni in quanto tesa esclusivamente a sottrarre, a chi esercita la libera caccia, l’unica area in cui questi potessero esercitare la loro attività ed abbiamo chiesto al Sindaco di avviare un confronto con i gestori dell’associazione, teso a favorire parità di trattamento a tutti i cittadini di Lenola. La proposta è stata respinta. Il Sindaco ha preferito lavarsi le mani e portando ad esempio altre concessioni effettuate (i locali comunali in uso all’Associazione Vincenzo Bellini) è arrivato ad affermare che il Comune, una volta concessi i terreni non può entrare nel merito della gestione. Non siamo d’accordo e riteniamo che la strada giusta sia esattamente quella che impone un controllo del Comune sui terreni in uso, anche in considerazione del fatto che si tratta di concessioni gratuite.
Il problema è sempre lo stesso: alcuni cacciatori non vengono fatti entrare nell’azienda perché, secondo il gestore, non rispettano le regole. Anche il Sindaco ha detto: “se questi non vogliono rispettare le regole è meglio che non entrino nell’azienda”.
Ci chiediamo:
· Come si fa ad affermare una cosa di tal genere se a queste persone non è stato mai concesso di entrare nell’associazione?
· Quali regole non vorrebbero rispettare?
· Queste regole sono democratiche o sono come lo Statuto dell’associazione che contrasta con gli articoli del Codice Civile?
Il fatto è un altro. Il sistema di potere incernierato a Lenola dalla coalizione di governo si fonda sul principio “DIVIDI ET IMPERA” che viene applicato con successo in tutti i settori della vita sociale del paese: è stato così per le associazioni sportive; è così per le imprese edili, alcune invitate alle gare di appalto ed altre no; alcune beneficiare di lavori a trattativa privata ed altre no; è così per gli incarichi tecnici ed è così anche per il diritto di caccia.
E’ possibile che terreni della collettività lenolese, concessi gratuitamente dal Comune, vengano utilizzati per “fare cassa” o gestiti come feudo, concedendo il permesso di caccia gratuito ad amici ed amici degli amici provenienti da altri Comuni, alla faccia di molti cacciatori di Lenola che non possono usufruire di questo diritto.
Esiste poi il problema della verifica dei danni della fauna selvatica sulle coltivazioni agricole, verifica mai effettuata. Nel merito si individuano due interessi contrapposti: l’interesse del cacciatore che punta ad un aumento esponenziale della fauna selvatica al fine di far lievitare il frutto della cacciagione; l’interesse dell’agricoltore che non gradisce un numero elevato di animali selvatici, soprattutto cinghiali, perché producono danni alle coltivazioni.
Nel nostro Comune, con la nascita dell’azienda faunistico venatoria, abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad un aumento vertiginoso della presenza dei cinghiali, con evidenti danni sulle coltivazioni e a vantaggio dei cacciatori (nell’ultima stagione venatoria sono stati catturati circa 150 capi, numeri mai visti in precedenza).
Noi riteniamo che il piccolo imprenditore agricolo che “butta il sangue” sui terreni, debba avere un peso decisionale sulla regolamentazione della caccia, almeno per quelle specie (cinghiali) che arrecano danni alle coltivazioni. E’ vero che l’associazione consente ai proprietari dei terreni il diritto di aderire ma al costo di € 100,00 all’anno che non sono poca cosa e ciò scoraggia l’adesione.
Noi crediamo che sia arrivato il momento di voltare pagina.
· E’ arrivato il momento che la politica esca dall’azienda faunistica venatoria, o che vi rimanga solo come funzione di controllo;
· E’ arrivato il momento di modificare lo statuto dell’associazione, recependo quanto indicato nell’articolo 24 del codice civile, che prevede che il ricorso contro l’espulsione disposta dal direttivo si fa al giudice e non al presidente del sodalizio;
· E’ arrivato il momento di consentire a tutti i cacciatori di Lenola di esercitare liberamente la caccia, almeno sui terreni comunali;
· E’ arrivato il momento che la concessione dei terreni venga fatta pagare, perché non è giusto che si aumenti il trasporto scolastico ed il prezzo del pasto ai bambini della scuola dell’infanzia per poi permettere all’associazione La Coturnice, gestita anche da diversi amministratori di maggioranza, di incassare migliaia di euro senza pagare un euro al Comune di Lenola;
· E’ arrivato il momento di favorire l’ingresso nell’associazione degli imprenditori agricoli, abbassando il costo della tessera annuale ad un prezzo simbolico (eventualmente i cacciatori pagheranno un supplemento);
· E’ arrivato il momento di avviare un confronto con i piccoli imprenditori agricoli sui danni della fauna selvatica e sulla necessità di incrementare le uscite di caccia, soprattutto per quanto riguarda la caccia al cinghiale;
Se si pensa di non far nulla, imponendo la forza dei numeri, l’azienda faunistico venatoria cadrà sotto il peso delle proprie contraddizioni ed a quel punto la responsabilità sarà degli attuali gestori, ma anche e soprattutto del SINDACO e della sua COALIZIONE per aver sottovalutato l’entità dello scontro sociale in atto.
Lenola 4 Aprile 2009

GRUPPO DI MINORANZA - LENOLA

domenica 15 marzo 2009

MA I BAMBINI PASTEGGIANO A CAVIALE?

Con una assurda decisione l’Amministrazione De Filippis ha ancora una volta aumentato il buono pasto per la mensa della scuola dell'infanzia e l’abbonamento per il trasporto degli alunni della scuola dell’obbligo. Si tratta di aumenti pesanti, che arrivano fino al 25%. A Lenola, dopo questi aumenti, si paga per la mensa della scuola dell’infanzia il doppio degli altri paesi e per il trasporto pubblico più di Roma! Costa più il trasporto da San Martino a Piazza Lago che da Lenola a Terracina!
La cosa assurda è che, davanti ai genitori che protestano, il Sindaco e gli altri assessori hanno giustificato questo aumento dicendo che al Comune il pasto di un bambino costa 8 euro! Ma in che mondo vivono! Come possono pensare che delle donne, delle mamme, credano ad una stupidaggine del genere! Ma neanche al ristorante si pagherebbe tanto. Le cose sono due: o danno i numeri o c’è qualcosa che non funziona in questo servizio (i bambini pasteggiano a caviale e champagne?). Qualsiasi persona di buon senso si chiederebbe com’è che c’è questo costo così alto, il doppio degli altri Comuni.
La conclusione tragica è che molte famiglie stanno decidendo di non far mangiare più i loro figli a scuola e di non usufruire dello scuolabus (pare che alcune contrade si siano già organizzate con le macchine private). Risultato: aumento dei prezzi per chi continua ad usufruire dei servizi, non utilizzo del servizio per le famiglie più in difficoltà, meno utenti, meno entrate per il Comune. Quindi pur aumentando i prezzi il Comune avrà le stesse entrate!
Come sarebbe stato tutto diverso se avessimo vinto noi le elezioni che avevamo immaginato di costruire un “paese a misura di bambino”!
Prima di aumentare le tariffe i nostri amministratori dovrebbero occuparsi di ridurre gli sprechi!
E’ evidente che il Comune oggi si trova in difficoltà ma tutto ciò è il risultato della “politica della finanza allegra” messa in atto da questo sindaco da alcuni anni: mancato introito nelle casse comunali e sperpero di denaro pubblico sono all’ordine del giorno. A cominciare dallo scandalo del parcheggio di via della Mola: l’Amministrazione provinciale ha finanziato anche per il 2009 TUTTI i piccoli comuni con un “fondo di sviluppo economico” che per Lenola è di 48.500,00 euro e potevano essere anche destinati a finanziare “la riduzione della pressione tributaria e la riduzione dei costi dei servizi al cittadino” mentre, dopo aver mandato in fumo il primo finanziamento maggiorando i costi del 366%, verranno destinati al completamento dell’opera, che alla fine costerà 150.000 euro. Ma la storia non finisce qui! Poiché la realizzazione di parcheggi non rientra tra le finalità del fondo, l’opera in corso di realizzazione è stata fatta passare per ampliamento del centro anziani “Albino Davia”. Ma gli anziani hanno bisogno del parcheggio? In una pubblica assemblea il direttivo del centro anziani ha manifestato al consigliere regionale Domenico Di Resta l’urgenza della istituzione di un servizio di trasporto pubblico poiché la maggior parte di loro, evita, per ragioni di sicurezza, di guidare. Quindi gli anziani di tutto hanno bisogno, tranne che del parcheggio! Usando, invece, parte di questi soldi si potevano evitare gli aumenti ai servizi pubblici dei nostri alunni.
Secondo noi è poi venuto il momento di pensare a diminuire i costi della politica: ridurre gli assessori da 6 a 4, eliminare la figura del Presidente del Consiglio Comunale (a meno che non rinunci alla sua indennità come fece l’attuale consigliere di minoranza Di Fonzo).
Si risparmierebbero circa 10.000,00 euro l’anno e sarebbe un segnale di serietà per tutti.
Prima di aumentare le tariffe, sarebbe ora che si utilizzassero in maniera produttiva tutti i beni del Comune, a cominciare dal Miracolle.
Insomma è necessario dare una svegliata a questi amministratori altrimenti ci aspetteranno altri quattro anni di aumenti, di sprechi e di un paese che muore. E il primo segnale si può dare alle prossime elezioni provinciali.
Cominciamo a dargli una lezione altrimenti nulla cambierà!
Lenola 15 Marzo 2009
IL GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA

venerdì 6 marzo 2009

PROCESSO DI PARTECIPAZIONE: DISTRIBUITI I FONDI (ASSENTE IL COMUNE DI LENOLA) E RINVIATI I TERMINI PER LA SECONDA ANNUALITA'

“La minoranza ignora le disposizioni regionali e prende un abbaglio (l’ennesimo) sul processo di partecipazione”. Riteniamo sia basilare per gli amministratori essere informati per offrire certezze e spunti per una sana discussione. Notiamo invece che dall’altra parte si gioca a fare i politici senza sapere le cose. Riguardo al processo di partecipazione, infatti, i consiglieri di minoranza hanno parlato di scadenze che non avremmo rispettato, quando dovrebbero essere a conoscenza che la Regione Lazio ha revocato la scadenza del 1° marzo per le proposte di sviluppo socio economico. E dovrebbero sapere che, sempre la Regione Lazio, ancora non ha avviato la procedura per le proposte riguardanti le opere pubbliche. La minoranza ignora i fatti dando “in pasto alla piazza” questioni inesistenti. MA IL CITTADINO PUO’ CONTINUARE A CREDERE A CONSIGLIERI COMUNALI CHE NON SONO INFORMATI? Farebbero bene ad offendere di meno e ad informarsi di più”.

Con l’intervento testé riportato il gruppo di maggioranza tratta da “sprovveduti” i consiglieri di minoranza che nei mesi scorsi hanno inteso richiamare la cittadinanza ad usufruire delle opportunità messe a disposizione da parte della giunta regionale.

Come ricorderete la Giunta Municipale, con deliberazione n. 114 del 18 Settembre 2008, aveva provveduto alla parziale apertura del processo di partecipazione dei cittadini, per l’individuazione di un’opera da finanziare con fondi regionali dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, ai sensi della DGR n. 458 del 1 luglio 2008, per l’importo di 300.000 euro; tale processo si è concluso con la proposta del completamento dei lavori del Parco Mondragon.

L’Amministrazione Comunale nel dare attuazione a tale provvedimento non si è resa conto che lo stesso B.U.R., conteneva anche la DGR 586/08 che offre le medesime opportunità, anche se gestita da altro assessorato regionale.

In data 29 Gennaio 2009 il capogruppo di minoranza, ai fini della presentazione di proposte a valere sulla annualità 2009, la cui scadenza era prevista al 1 marzo 2009, ha richiesto al sindaco:
a. UNA NUOVA APERTURA DEL PROCESSO DI PARTECIPAZIONE, PER L’INDIVIDUAZIONE DI OPERE PUBBLICHE DA REALIZZARE NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI LENOLA, AI SENSI DELLA DGR N. 458 DEL 1 LUGLIO 2008 (stesso bando di Settembre 2008)
b. L’APERTURA DEL PRIMO BANDO, AL FINE DI ATTINGERE ALLE RISORSE DI CUI ALLA DGR 586 DEL 1 AGOSTO 2008: AZIONI PER LO SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DEGLI ENTI LOCALI DERIVANTI DA PROCESSI DI PARTECIPAZIONE.

In data 7 Febbraio 2009, il gruppo di minoranza, alla presenza di una folta rappresentanza della popolazione ha discusso della proposta e presentato al protocollo dell’ente, in data 16 Febbraio 2009, due proposte sottoscritte dai cittadini:
- la ristrutturazione del cinema “Lilla” e biblioteca comunale da trasformare in un centro socio-culturale per la gioventù locale;
- la sopraelevazione dell’attuale centro anziani da porre a disposizione delle associazioni maggiormente rappresentative: AVIS ed altre.

Solo ieri, a seguito di un accesso effettuato al protocollo dell’ente, abbiamo potuto constatare che la Regione Lazio, dipartimento istituzionale ha diramato ai Sindaci dei comuni del Lazio la comunicazione prot. 15501 del 6 febbraio 2009, pervenuta al comune di Lenola con fax alle ore 11.22 del 10 Febbraio 2009 ed assunta al protocollo dell’ente al n. 592 del 12 Febbraio 2009; con tale comunicazione si rende noto che “è in corso di approvazione la proposta di Deliberazione di Giunta Regionale con cui si intende procedere alla rettifica della deliberazione n. 586 del 01.08.2008 e del relativo avviso, stabilendone la validità per la sola annualità 2008; pertanto il termine del 1 marzo, quale limite massimo per la presentazione delle domande relativamente all’annualità 2009, è da intendersi revocato. Con successivo atto la Regione Lazio provvederà a rendere noti, per l’annualità 2009, modalità e criteri per la presentazione delle domande.”

Dal tenore del provvedimento emerge la volontà della Giunta Regionale di prorogare il termine del 1 marzo 2009 a data da destinarsi nonché di determinare nuove modalità e criteri per la presentazione delle istanze e pertanto occorre attendere ulteriori comunicazioni.

A questo punto alcune domande sorgono spontanee:
- Come si fa ad accusarci di pressapochismo ed incompetenza se noi ci siamo attivati già dal mese di Gennaio ed ancor prima del provvedimento di proroga?
- Perché il sindaco non si è espresso sulla richiesta di riapertura dei termini avanzata dal capogruppo di minoranza in data 29 Gennaio 2009? Correttezza istituzionale e principi di trasparenza ex L 241/90 avrebbero imposto una risposta nei termini di trenta giorni a qualsiasi cittadino ed a maggior ragione al capogruppo di minoranza?
- Per quale motivo la Regione scrive ai sindaci dei comuni del Lazio? Perché sono tutti belli, alti e con gli occhi azzurri? O per rendere nota la notizia alla cittadinanza? Non era dovere del sindaco informare i cittadini della proroga dei termini? E non era suo dovere informare soprattutto i consiglieri di minoranza che avevano intrapreso una iniziativa in tal senso?
- Come si fa a dire che i consiglieri di minoranza “dovrebbero essere a conoscenza che la Regione Lazio ha revocato la scadenza del 1° marzo per le proposte di sviluppo socio economico” quando chi era deputato a fornire la notizia non li ha informati?
- Chi ha ignorato le disposizioni regionali? I consiglieri di minoranza o l’amministrazione comunale che si è lasciata sfuggire, nel corso dell’estate, l’opportunità di avanzare proposte a valere sull’annualità 2008? Ci risulta che la giunta regionale ha già valutato le domande della prima annualità, pubblicato la graduatoria e distribuito diversi milioni di euro a chi ha presentato per tempo le richieste. Il comune di Lenola risulta “ASSENTE”!!!!!!

DETTO CIO’, RESTITUIAMO AL MITTENTE LE ACCUSE DI INCOMPETENZA ED IGNORANZA CONTENUTE NEL POST DEL GRUPPO DI MAGGIORANZA.

Lenola 6 Marzo 2009


Gruppo di Minoranza
Per Una Nuova Lenola


domenica 1 marzo 2009

LA MISURA E' COLMA!!! - Non ci lasceremo mettere il bavaglio

Nel mese di Gennaio scorso abbiamo richiesto al Sindaco la riapertura del processo di partecipazione per consentire la presentazione alla Regione Lazio di proposte per la realizzazione di opere pubbliche di rilevante interesse per la nostra comunità ed accedere al fondo di 10 milione di euro posto a disposizione per i piccoli comuni del Lazio.
Con nostro sommo rammarico, dobbiamo purtroppo constatare che il sindaco e l’amministrazione comunale non hanno colto l’input del gruppo di minoranza ed hanno lasciato decorrere la scadenza del 1 marzo 2009 (oggi) senza procedere ad emanare un bando per la presentazione di proposte dei cittadini e, di conseguenza, senza convocare il consiglio comunale per approvare le proposte comunque pervenute.
Ricorderete che questo gruppo di minoranza ha convocato la cittadinanza in una folta assemblea, dalla quale sono emerse due proposte:
- la ristrutturazione del cinema “Lilla” e biblioteca comunale da trasformare in un centro socio-culturale per la gioventù locale;
- la sopraelevazione dell’attuale centro anziani da porre a disposizione delle associazioni maggiormente rappresentative: AVIS ed altre.
Non possiamo che constatare che l’attuale amministrazione, pur di non dare credito al gruppo di minoranza è giunta ad esprimere il totale disprezzo per il paese, omettendo di presentare le proposte alla Regione Lazio e rinunciando alla possibilità di veder finanziate consistenti opere per lo sviluppo del nostro territorio.
E tutto ciò anche a fronte di situazioni di emergenza quali, ad esempio, la Biblioteca Comunale che versa in una situazione da “TERZO MONDO” priva di acqua nel servizio igienico, con la finestra cadente e senza termosifoni: si pagano bollette da capogiro per l’energia elettrica senza risolvere nulla e non si riesce ad acquistare una caldaia e quattro termosifoni da installare.
TUTTO CIO’ E’ IL FRUTTO DELLA GRANDE AMMINISTRAZIONE DI LENOLA!!!
Nei giorni scorsi i consiglieri di minoranza sono stati convocati presso la locale stazione dei Carabinieri per prendere atto della Querela presentata dall’assessore Tatarelli in merito alla pubblicazione di un nostro volantino. Riteniamo la cosa molto grave in quanto si sta tentando di mettere il bavaglio all’opposizione che cerca di fare il proprio dovere informando i cittadini degli episodi di mala amministrazione messi in atto dalla Giunta De Filippis.
In particolare, evidentemente, ha fatto saltare i nervi all’assessore Tatarelli quanto abbiamo scritto in merito alle stranezze dell’appalto per il parcheggio di via della Mola, a cominciare dal suo costo cresciuto a dismisura. La storia di questo parcheggio, che per adesso è un semplice sbancamento, nonostante la spesa di 41.000 euro, diventa sempre più misteriosa! Secondo noi si tratta di sperperi del denaro pubblico, che si vanno ad aggiungere agli altri.
Danni alle casse comunali sono costituiti, infatti, anche dal mancato utilizzo dei beni comunali, o dalla loro cessione gratuita. Quanti soldi ha perso il Comune a causa della mancata apertura del Miracolle? Perché non si procede ad assegnare l’immobile alla ditta che ha vinto la gara e a far incassare al Comune i soldi dell’affitto, così come proposto da tempo da parte di questo gruppo di minoranza?
Chiunque cercherebbe di far fruttare i beni che possiede. Non è così per il Comune di Lenola: Miracolle, Chiosco Tappo, Centro Studi, Ostello della Gioventù: un patrimonio da cui il Comune non ricava un euro né “una giornata di lavoro” a favore dei disoccupati locali.
Da una parte “sperpero di denaro pubblico” e mancato introito mentre dall’altra una serie di aumenti sulle spalle dei cittadini, sono stati già deliberati dalla giunta per far quadrare il bilancio comunale, anche su servizi essenziali quali il trasporto scolastico, la mensa della scuola dell’infanzia ed altri, dimenticando che viviamo in un periodo di recessione di carattere mondiale.
Ecco, a questa nostra azione di denuncia politica si risponde con le carte bollate. Quante volte il Sindaco ha “pontificato” sul fatto che “la politica non si fa con le carte bollate”. Evidentemente qualche suo collaboratore non la pensa così. Pensa di intimidirci spostando la discussione dal confronto tra politici al confronto tra avvocati. Sappia che ha sbagliato i suoi conti. E di grosso!
Anche il nostro buon senso ha un limite e la “misura ha ormai raggiunto il suo colmo”.
Lenola 1 Marzo 2009



GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA
Per Una Nuova Lenola

mercoledì 4 febbraio 2009

LA CITTADINANZA E' INVITATA AD INTERVENIRE, SABATO 7 FEBBRAIO, ALLE ORE 18.00 PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE, AD UNA PUBBLICA ASSEMBLEA PER LA DISCUSSIONE DI PROPOSTE DERIVANTI DA PROCESSI DI PARTECIPAZIONE.
VI ASPETTIAMO!!!!
INTERVENITE NUMEROSI!!!!

domenica 1 febbraio 2009

RICHIESTA DALLA MINORANZA, L'APERTURA DI UN NUOVO PROCESSO DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

Come ricorderete la Giunta Municipale, con deliberazione n. 114 del 18 Settembre 2008, aveva provveduto alla apertura del processo di partecipazione dei cittadini, per l’individuazione di un’opera da finanziare con fondi regionali, ai sensi della DGR n. 458 del 1 luglio 2008, per l’importo di 300.000 euro; tale processo si è concluso con la proposta del completamento dei lavori del Parco Mondragon.

L’Amministrazione Comunale nel dare attuazione a tale provvedimento non si è resa conto che lo stesso B.U.R., conteneva anche la DGR 586/08 che offre importanti opportunità per lo sviluppo degli enti.

Poiché sono in scadenza, alla data del 1 marzo 2009, i termini per la seconda annualità, questo gruppo di minoranza, ha richiesto al sindaco, nella mattinata di venerdì scorso:

a. UNA NUOVA APERTURA DEL PROCESSO DI PARTECIPAZIONE, PER L’INDIVIDUAZIONE DI OPERE PUBBLICHE DA REALIZZARE NEL TERRIOTRIO DEL COMUNE DI LENOLA, AI SENSI DELLA DGR N. 458 DEL 1 LUGLIO 2008 (stesso bando di Settembre 2008)

b. L’APERTURA DEL PRIMO BANDO, AL FINE DI ATTINGERE ALLE RISORSE DI CUI ALLA DGR 586 DEL 1 AGOSTO 2008: AZIONI PER LO SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DEGLI ENTI LOCALI DERIVANTI DA PROCESSI DI PARTECIPAZIONE.

Esprimiamo la speranza che l’iniziativa posta in essere dal nostro gruppo non cada nel vuoto, semplicemente perché proviene dai banchi della minoranza, così come è accaduto nel passato; in questo vorremmo essere smentiti dal sindaco e dalla sua giunta.


Il Capogruppo di Minoranza
Pasqualino Guglietta

venerdì 30 gennaio 2009

MOZIONE DI SFIDUCIA

ABBIAMO ANNUNCIATO, IN APERTURA DELL'ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE, LA SEGUENTE MOZIONE, INERENTE I LAVORI DI COSTRUZIONE DEL PARCHEGGIO IN VIA DELLA MOLA, AFFINCHE' VENGA POSTA IN DISCUSSIONE AI LAVORI DELLA SEDUTA DEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE.
A CONCLUSIONE DELLA PROPRIA ISTRUTTORIA, QUESTO GRUPPO RICHIEDE AL SINDACO:
- LA REVOCA DELL'INCARICO CONFERITO AL DIRIGENTE DELL'UFFICIO URBANISTICA PER AVER, SENZA ALCUNA COMPETENZA IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI, SETTORE ASSEGNATO AD ALTRO FUNZIONARIO, MAGGIORATO, RISPETTO AL VIGENTE PREZZARIO REGIONALE, CON PROPRIA DETERMINAZIONE, IL PREZZO DEI LAVORI DI SBANCAMENTO DEL 366%, STRAVOLGENDO IL PROGETTO PRELIMINARE APPROVATO DALLA GIUNTA NEL MESE DI MARZO; ESPLETATO UNA PROCEDURA DI GARA A TRATTATIVA PRIVATA TRA POCHE IMPRESE LOCALI, GIUSTIFICATA DA UNA INCOMPRENSIBILE URGENZA NONCHE' AFFIDATO I LAVORI A IMPRESA SPROVVISTA DELLA PREVISTA DOCUMENTAZIONE: DURC E CERTIFICATO DI ISCRIZIONE NELLA CATEGORIA OG/3
- LA REVOCA DELL'INCARICO DI ASSESSORE CON DELEGA AI LAVORI PUBBLICI, CONFERITO AL PROF. GIUSEPPE TATARELLI, DEL QUALE SONO PALESI ED EVIDENTI LE RESPONSABILITA' POLITICHE IN ORDINE AI FATTI LAMENTATI;
- A TUTELA DEGLI INTERESSI DELL'ENTE, LA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE NONCHE' DI TUTTI GLI ATTI IN ESSA RICHIAMATI, ALLA PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI DI ROMA, AFFINCHE' PROVVEDA AD ACCERTARE LE EVENTUALI RESPONSABAILITA' IN ORDINE AI FATTI ILLUSTRATI.
OGGETTO: MOZIONE EX art.55 del Regolamento del Consiglio Comunale


PREMESSO
- che la Provincia di Latina – settore Attività Produttive, con determinazione n. 928/08, comunicata in data 25.02.2008, ha individuato il nostro ente quale beneficiario di un contributo di € 41.600,00, a valere sul fondo di sviluppo economico dei piccoli comuni e richiedendo la predisposizione di un piano di intervento in uno dei settori ammissibili, di cui al citato provvedimento;
- che la giunta municipale con DG n. 23 del 11 marzo 2008 ha approvato il progetto relativo alla realizzazione di un parcheggio, redatto dal tecnico comunale:
a. prevedendo, tra l’altro, “lavori di sbancamento in terreno misto a roccia a sezione aperta dell’intera superficie;
b. redigendo un computo metrico estimativo, per l’importo a base d’asta di € 35.906,94 e complessivamente per € 41.600,00: in particolare, contrariamente a quanto indicato nella relazione la natura del terreno viene indicata in “rocce compatte con resistenza superiore a 8N/nmq”, previsione errata e contraddittoria rispetto alla relazione tecnica, di cui al punto precedente ed il prezzo viene indicato in € 4,23 al mc, già maggiorato rispetto al prezzo reale previsto dal tariffario per i Lavori pubblici della Regione Lazio (codice A.02.01.02.B. ) di € 2,74 al mc;
- che il dirigente dell’area urbanistica con determinazione n. 64 del 2 settembre 2008 ha provveduto ad approvare il progetto definitivo dell’opera;
- che lo stesso dirigente con determinazione n. 87 del 28.10.2008 ha:
a. provveduto ad approvare un nuovo progetto esecutivo, stravolgendo la previsione iniziale e maggiorando del 366% le spese relative alle opere di sbancamento (prezzo fissato di 15,80 al mc) che, a fronte di una consistenza sostanzialmente invariata, passano da € 5.938,92 ad € 21.739,54 con un aggravio di spesa di oltre 15.800,00 euro;
b. stabilito la indizione di una procedura di gara ristretta, a trattativa privata, tra alcune imprese locali, giustificando tale scelta con una pretestuosa quanto incomprensibile urgenza;
- che lo stesso dirigente in data 30.10.2008 ha provveduto a trasmettere alle imprese individuate senza alcun criterio oggettivo, l’invito a partecipare alla gara e richiedendo alle stesse la presentazione della seguente documentazione:
a. documentazione DURC;
b. fotocopia del documento di riconoscimento
c. documentazione iscrizione cat. O/G3;
- che con determinazione dell’ufficio urbanistica n. 95 del 24.11.2008 è stato approvato il verbale della commissione di gara in cui si dà atto:
a. della presentazione di n. 3 offerte (di cui una esclusa per mancata allegazione del documento di identita), tra le 8 ditte invitate;
b. della provvisoria aggiudicazione all’impresa Tullio Luca, con un ribasso del 6,80%;
- che la consegna dei lavori è stata effettuata in data 01.12.2008, con previsto termine alla data del 31.12.2008;
- che con determinazione n. 102 del 12.12.2008, dell’ufficio urbanistica si è provveduto ad approvare e liquidare il primo SAL dell’importo di € 9.993,95 al lordo di IVA, di poco inferiore alla soglia dei 10.000 euro, prevista per l’attivazione della procedura di verifica della regolarità dell’impresa con i pagamenti erariali di cui al decreto 18 gennaio 2008, n. 40
EVIDENZIANO
a. l’incompetenza giuridica del funzionario che ha gestito la procedura in materia di lavori pubblici, le cui procedure di gara debbono essere poste in essere esclusivamente dal preposto dirigente dell’ufficio, geom. Mastrobattista Francesco;
b. la errata previsione, da parte del tecnico progettista, della natura del terreno in “rocce compatte con resistenza superiore a 8N/nmq” in contraddizione con la sua stessa relazione allegata alla DG n. 23/08;
c. la maggiorazione del prezzo previsto per lo sbancamento del 366% (pari a 15,80 al mc) rispetto ad una, pur errata, previsione iniziale con un aggravio di spesa, dell’ente, di oltre 15.800,00 euro senza alcuna giustificazione rispetto ai parametri del prezzario regionale;
d. la indizione di una procedura di gara ristretta, a trattativa privata, senza alcuna comprensibile urgenza in esplicita violazione delle norme di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 – Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture – ed in particolare ai principi, in esso contenuti, di “non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza”: l’invito a partecipare è stato rivolto alle imprese senza la preventiva formazione di un elenco in cui includere le stesse a sorteggio e senza alcun criterio valido ed oggettivo circa la scelta delle medesime;
e. la superficiale valutazione della documentazione prodotta dall’impresa aggiudicataria rispetto ai requisiti preordinati dalla stazione appaltante che costituiscono “legge speciale” della gara e dai quali non è possibile derogare in sede di valutazione delle offerte. Si evidenzia che l’impresa non ha prodotto alcuno dei requisiti richiesti avendo allegato la richiesta DURC (Documento Unico di regolarità Contributiva) per edilizia privata CIP 20080419334557 del 30 settembre 2008 mentre già era in possesso del documento di risposta a tale richiesta che, di fatto, in mancanza di altra documento valido, le rendeva impossibile la partecipazione alla procedura di gara; il successivo DURC prodotto in data 14.11.2008 si riferisce a richiesta avanzata in data 10.11.2008, è relativo a “lavori privati in edilizia” e non pubblici ed altresì non attesta la regolarità contributiva alla data di scadenza dei termini di partecipazione alla gara (10.11.2008) ma a data successiva a tale termine. Si evidenzia inoltre la mancata produzione della documentazione necessaria alla iscrizione nella categoria OG/3, prevista esplicitamente nel bando di gara: in relazione a tale requisito è evidente che il certificato di qualità UNI ES ISO 9001 risulta insufficiente a dimostrare il possesso del previsto requisito di iscrizione che può essere attestato esclusivamente dagli organismi qualificati di attestazione (SOA) individuati ai sensi della Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 182/400/93 del 1 marzo 2000, emanata in applicazione del DPR 34/2000;
f. la liquidazione del I SAL, per l’importo poco inferiore ai 10.000 euro è stata effettuata in spregio alla normativa in materia di pagamenti delle pubbliche amministrazioni di cui al decreto 18 gennaio 2008 n. 40 e senza la preventiva verifica presso Equitalia Servizi S.p.A.

Vista la gravità delle illegittimità denunciate, il Consiglio Comunale

DELIBERA

- la richiesta al sindaco della revoca dell’incarico di dirigente dell’ufficio urbanistica, nei confronti del geom. Raffioli Giovanni;
- la richiesta al sindaco di voler revocare l’incarico di assessore con delega ai lavori pubblici, conferito al prof. Giuseppe Tatarelli, del quale sono palesi ed evidenti le responsabilità politiche, circa i fatti lamentati;
- a tutela degli interessi dell’ente, la trasmissione della presente delibera nonché di tutti gli atti in esso richiamati, alla Procura Generale della Corte dei Conti di Roma affinché provveda ad accertare le eventuali responsabilità in ordine ai fatti illustrati.
F.to: Guglietta Pasqualino
Di Fonzo Giancarlo
Antogiovanni Andrea
Pietrosanto Carlo
Lauretti Dario