venerdì 5 febbraio 2010

GARA SEDI COMUNALI: FACCIAMO CHIAREZZA

Onde rendere edotti tutti sugli aspetti tecnici della procedura ritengo opportuno pubblicare il testo della richiesta, nella sostanza identica, inviata, in data 11 Gennaio 2010:
- al dirigente affinché provvedesse, in autotutela, ad annullare l’intera procedura;
- alla giunta affinché giungesse ad emettere un atto d’indirizzo;
- al difensore civico affinché, valutata l’intera vicenda, provvedesse ad emettere un provvedimento nel merito.
Alla data odierna risulta pervenuta esclusivamente la risposta del dirigente che pubblico, qui di seguito.

RICHIESTA DEI CONSIGLIERI COMUNALI ANDREA ANTOGIOVANNI, GIANCARLO DI FONZO, CARLO PIETROSANTO:
ELEMENTI DI FATTO

- in data 11.12.2009, con determinazione n. 74, la S.V. ha approvato il bando di gara e relativi allegati per la ristrutturazione di sedi comunali, prevedendone la contestuale pubblicazione nell’albo pretorio e sul sito internet dell’ente;
- in data 14.12.2009, il bando in oggetto è pubblicato all’albo pretorio, con scadenza 29 Dicembre 2009;
- in data 24.12.2009, lo stesso documento è pubblicato sul sito internet dell’ente, nella pagina di apertura in cui sono inserite tutte le notizie in ordine cronologico a partire dalla più recente; invero tale documento viene posto “in archivio” e tra le notizie del mese di settembre 2009;
- in data 07.01.2010 si è proceduto alla apertura dell’unica offerta pervenuta che presenta un ribasso irrisorio, mentre tutte le numerose imprese locali, pur interessate, ed in un momento di forte crisi finanziaria, sono rimaste di fatto escluse dalla procedura.
ELEMENTI DI DIRITTO:
PUBBLICITA’ DEL BANDO DI GARA
La vigente normativa prevista per gli appalti sotto soglia si limita a prevedere l’obbligo di pubblicazione all’albo pretorio dell’ente (art. 122, comma 5) pur lasciando alla stazione appaltante la facoltà di stabilire altre forme di pubblicazione (art. 66, comma 15). In esecuzione di detta norma, il dirigente del servizio, nell’approvare con determinazione il bando di gara ha previsto la pubblicazione anche sul sito internet dell’ente; detto adempimento, da eseguirsi contestualmente alla pubblicazione del bando di gara all’albo pretorio (14.12.2009) è stato, inspiegabilmente, ritardato fino alla data del 24.12.2009, a cinque giorni, dalla scadenza dei termini per la presentazione delle offerte ed a ridosso delle festività natalizie.
TERMINI MINIMI PER LA RICEZIONE DELLE OFFERTE
Il Codice, all’art. 122, comma 6, lettera a) afferma: “nelle procedure aperte, il termine per la ricezione delle offerte decorrente ….dalla pubblicazione del bando nell’albo pretorio del Comune in cui si esegue il contratto per i contratti di importo inferiore a cinquecentomila euro non può essere inferiore a ventisei giorni”.
Inoltre lo stesso articolo richiede l’applicazione dei principi posti all’art. 70, comma 1: “nel fissare i termini per la ricezione delle offerte e delle domande di partecipazione, le stazioni appaltanti tengono conto della complessità della prestazione oggetto del contratto” e comma 10: “…….se le offerte possono essere formulate solo a seguito di una visita dei luoghi o previa consultazione sul posto dei documenti allegati al capitolato d’oneri, i termini per la ricezione delle offerte sono prorogati in modo adeguato a consentire che tutti gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie alla preparazione delle offerte”. E’ evidente che i lavori oggetto dell’appalto, da realizzarsi su due diverse sedi e per l’importo di € 164.337,80 debbono essere ritenuti di natura complessa e tali da rientrare nelle previsioni di cui all’articolo 70, comma 1; è evidente altresì, come da previsione del bando di gara, che per la formulazione dell’offerta le imprese avrebbero dovuto prendere visione degli elaborati di progetto (relazione, capitolato speciale d’appalto, computo metrico, elenco prezzi, elaborati grafici, piano della sicurezza) ed allegare alla documentazione di gara l’attestazione di presa visione degli elaborati progettuali rientrando pertanto detta procedura negli obblighi di ampliamento dei termini di cui all’art. 70, comma 10.
Alla luce della previsione normativa del termine di ventisei giorni di cui all’art. 122, comma 6, lettera a) con obbligo di ben due proroghe in applicazione dei richiami previsti all’art. 70, commi 1 e 10, il previsto termine di quindici giorni per la ricezione delle offerte di cui alla procedura di gara in oggetto, appare del tutto insufficiente e non conforme ai dettami minimi.

RISPOSTA DEL DIRIGENTE DEL 18.01.2010:
Nel Bando di gara approvato con Determinazione n. 74 dell’11.12.2009 è stata prevista la pubblicazione dello stesso ed altri allegati all’Albo Pretorio dell’Ente, senza alcun cenno alla “contestuale” pubblicazione sul sito dell’Ente, in quanto il D. Lgs n. 163/2006 e s.m.i. prevede la contestuale pubblicazione sulla G.U. e sul sito dell’Ente quando l’importo dei lavori è pari o superiore a cinquecentomila Euro.
L’art. 66 del Codice, al comma 15, prevede che le stazioni appaltanti possono prevedere forme aggiuntive di pubblicità diverse da quelle di cui all’articolo stesso, e possono altresì pubblicare in conformità ai commi che lo precedono, avvisi o bandi concernenti appalti pubblici non soggetti agli obblighi di pubblicazione previsti dall’articolo stesso. Tuttavia, gli effetti giuridici che il codice o le norme processuali vigenti annettono alla data di pubblicazione al fine della decorrenza dei termini, derivano solo dalle forme di pubblicità obbligatoria e dalle relative date in cui la pubblicità obbligatoria ha luogo. Pertanto, per la gara in oggetto, l’unico “obbligo” previsto è l’avviso all’Albo Pretorio, e solo da tale data decorrono i termini di legge.
Per quanto attiene i tempi di ricezione dell’offerta, in applicazione dell’art. 70 comma 1 del Codice, è stato valutato che, tenuto conto dei lavori, dell’importo di € 164.337,80 (di cui il 30% per forniture di infissi e serramenti) e della presentazione dell’offerta, prevista con ribasso sul prezzo posto a base d’asta e non mediante offerta a prezzi unitari, (perché quest’ultima richiede un maggior approfondimento e tempo per la compilazione delle liste), la prestazione oggetto del contratto non è tale da essere considerata “complessa”.
Il comma 10 dell’art. 70 prevede la possibilità di proroga dei termini di ricezione delle offerte qualora si è in presenza di numerose richieste di acquisizione dei capitolati o documenti e non è possibile soddisfarle in tempo. Tale eventualità sarebbe sicuramente stata presa in considerazione, senza indugio, qualora fossero pervenute richieste in tal senso.
La mancata presa visione del bando da parte delle ditte locali, non è sicuramente imputabile alla stazione appaltante, tenuto conto che non vi è alcun obbligo di contattare le singole imprese per invitarle a presentare l’offerta.
Si ritiene, altresì, che la procedura adottata è corretta anche in considerazione della perentorietà dei termini assegnati dalla Regione Lazio, contenuti nella comunicazione di finanziamento pervenuta il 21.07.2009 e ribadita nella nota in data 12.11.2009, nella quale si fissa al 15.01.2010, (Natale e Capodanno compreso) la data ultima per dare i lavori appaltati e consegnati pena la perdita del finanziamento. Pertanto, la procedura è stata finalizzata alla salvaguardia del finanziamento ed ai benefici che lo stesso comporta per l’intera popolazione locale, indipendentemente dal fatto che la ditta aggiudicataria potesse non essere locale.
E’ stata proprio la volontà di dare una maggiore trasparenza all’appalto a far prevedere il ricorso alla pubblicazione del bando, che richiede, quale strumento propedeutico, l’acquisizione presso l’A.V.C.P (Autorità Vigilanza Contratti Pubblici) del CIG (Codice Identificativo Gara), cosa che poteva essere “raggirata” con il ricorso alla trattativa privata.
Forse è il caso di ricordare la posizione che, come consigliere, la S.V. ha assunto in occasione di precedente gara d’appalto per la quale l’Amministrazione aveva fatto ricorso alla cosiddetta “trattativa privata”con ditte locali, ed in presenza di un forte ribasso.
In questa circostanza, invece, si ritiene irrisorio il ribasso offerto dall’unica ditta partecipante (1,000%), senza tener conto che l’offerta anomala è quella offerta che, pur soddisfacendo l’esigenza di aggiudicare l’appalto al prezzo più basso possibile, tuttavia, a causa dell’eccessivo ribasso non è in grado di assicurare da parte del soggetto aggiudicatario il corretto ed integrale soddisfacimento delle prestazioni contrattuali nei tempi prefissati, con conseguenti danni all’interesse pubblico e alla migliore e più celere esecuzione dell’appalto. Infatti, è solo in presenza di prezzi eccessivamente bassi che l’impresa è costretta a contenere i costi, ricorrendo ad espedienti per risparmiare sui materiali, sicurezza sul lavoro, richiesta di modifiche del progetto, formulazione di riserve ed il più delle volte all’instaurazione di contenziosi.
Si comunica, pertanto, che sulla scorta di quanto su dedotto, il sottoscritto, quale responsabile del procedimento dell’appalto in oggetto, non ha ritenuto di dover procedere alla revoca della Determinazione di Servizio n. 1/2010 e di tutto l’iter che ha preceduto l’assunzione del procedimento.

9 commenti:

andrea antogiovanni ha detto...

Vladimiro, sei ancora convinto che tutto sia in regola?

write26 ha detto...

Andrea , capisco che tu parli con me così “SUOCERA” intende………………il post dove fai chiarezza non ho bisogno di leggerlo, perchè comunque resta un quesito:

ALLORA? Che Farete?


Vorrete, almeno in questo caso, assumervi quelle responsabilità che il vostro ruolo implica o intende continuare a farvi prendere in giro?

Un abbraccio Vladimiro.

P.s. Questo fine settimana non potrò connettermi ad internet, spero vivamente che a voi questi due vi aiutino a riflettere, chissà………..magari qualche idea vi viene.

write26 ha detto...

Errata corrige, quando penso di poter fare ancora il giovanotto e digitare senza occhiali capita:

P.s. Questo fine settimana non potrò connettermi ad internet, spero vivamente che a voi questi due giorni (intendo Sabato e Domenica) vi aiutino a riflettere………….

laverità ha detto...

Non faranno niente,cosa vuoi che facciano?
Una denuncia agi enti competenti?
Seeeeeeee.........quando nevicherà ad agosto oppure gli asini voleranno. Quando questo succederà forse sti signori si ricorderanno che stanno li sopra perchè qualcuno li ha votati e pretende che facciano ciò che a loro compete:difendere i diritti di tutti non gli interessi loro e di pochi!

write26 ha detto...

La verità, questi signori ci mettono la faccia, tu no, io in biblioteca c’ero è ho anche descritto quanto ho percepito, ci sono stati due interventi uno mio e uno di altra persona, tu dove eri? E se eri li con noi come mai hai taciuto?

Se in biblioteca ci fossero state duecento persone, se la maggioranza si fosse espressa a favore di una soluzione radicale, i nostri rappresentanti si sarebbero trovati di fronte a due soluzioni: rispettare l’opinione collettiva oppure dimettersi.

Sicuramente avrebbero scelto la prima anche perché il carico di responsabilità (perdere il finanziamento)si sarebbe ripartito su tutti i presenti.

Noi facciamo benissimo ad incalzarli anche con le provocazioni, alle quali io ricorro, e non mi pento , pure quando potrei evitare (proprio tu in alcuni casi me lo hai fatto notare) ma dobbiamo registrare che questo non basta.

E’ anche vero che nonostante io ed altri amici ci spendiamo molto per far capire quanto sia importante la partecipazione , e tu questo lo sai bene, per tue stesse parole riusciamo ad aggregare si e no quattro gatti.

Caro la verità , se vogliamo cambiare le cose, alle riunioni e agli appuntamenti importanti ci dobbiamo andare, in quelle sedi dobbiamo far sentire la nostra voce, non sui blog mantenendo l’anonimato, o peggio spettegolando e piagnucolando insieme ai nostri amici più cari.

Tempo fa mi rimproverasti dicendo che io frequento poco il paese, ma perché c’è bisogno di frequentare il paese per capire che Lenola è alla deriva?

Guarda amico mio che Lenola vent’anni fa non era così, era una cittadina vivace, effervescente altrimenti col cazzo avrei comprato casa, non credi?

Allora questi signori, come li chiami tu, o li aiutiamo ad uscire dal tunnel “circondandoli ma anche facendogli da scudo” oppure comincia ad abituarti al peggio, perché così come stanno andando le cose non possiamo aspettarci altro.

Ciao write26

laverità ha detto...

Ti è bastato andare al congresso dell'IDV per capire che siete come tutti gli altri e che da soli non andate da nessuna parte? Allora adesso coccoli pure Andrea e company....ah ah ah ah ah
Io lo avevo detto che aspettavo questo momento per farmi due risate! Comunque io sto a Roma e per il momento penso a studiare piuttosto che stare a sentire quello che hanno da dire sti signori.

write26 ha detto...

Ma perché a te sembra che li stia coccolando? Ma hai letto l’articolo di Travaglio sull’altro Blog? Hai letto che rispetto l’articolo non ho nulla da eccepire? Hai letto le dichiarazioni di Gennaro Diana che ho pubblicato sul nostro Blog…………..?????????

Che dire la verità se queste sono coccole ti auguro che nessuno mai ti dedichi queste attenzioni.

Ciao e mi raccomando studia, non lasciarti coinvolgere in queste polemiche, perché domani mattina, purtroppo, sono già nel dimenticatoio generale.

write26

dubbio ha detto...

Cercate di affrontare problemi veri. Queste lettere spiegano soltanto che state facendo una strumentalizzazione politica.
Se veramente avete parlato con le ditte (ma ci credo poco) qualcuna vi avrà pur detto i fatti come stanno. A me si e il problema non è come lo state raccontando. C'è stata poca pubblicità, hanno detto a me, ma nessuna ditta ha messo in dubbio la regolarità della procedura. Va fatta quindi un pò di esortazione al comune per una maggiore futura pubblicità delle gare, ma smettiamola di sollevare polveroni inutili.
Va a finire che da comunista diventerò dipietrista.

write26 ha detto...

Dubbio, per diventare dipietrista, aspetta che le acque si calmino, “tira una brutta aria da noi” anche perché il popolo dipietrista, come sai, caratterialmente è disubbidiente.

E’ palese che queste lettere dimostrano che si è consumato un illecito, se ci si limita solo a pubblicarle, se restassero, come troppo spesso accade, fine a se stesse, allora si che sarebbe corretto interpretare quest’azione come un atto strumentale.