venerdì 25 gennaio 2008

IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA, A MEZZO ESSICAZIONE E COMBUSTIONE DELLA SANSA OLEARIA, ALLE PORTE DI LENOLA


Lenola 24 Gennaio 2008


Ill.mo Sig. Sindaco
Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio
L E N O L A

E’ in corso in questo periodo la procedura di autorizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica che sorgerà nel territorio del comune di Campodimele, in località Sterza Piana, a ridosso del Parco Regionale dei Monti Aurunci ed ai confini del territorio del comune di Lenola, in un capannone costruito per la realizzazione di una industria per la lavorazione della legna, finanziato dalla Regione Lazio ai sensi della legge regionale specifica sullo sviluppo della Provincia di Latina e mai utilizzato.
Trattasi di un impianto per la essicazione e combustione della sansa proveniente dai frantoi oleari, che viene gassificata per la produzione di energia elettrica, attraverso le precedenti fasi di essicazione e lavaggio dei fumi e dei vapori.
Il costruendo impianto pur ricadendo nel territorio del comune di Campodimele interessa molto da vicino il comune di Lenola in quanto si va ad ubicare a ridosso degli abitati di Sterza Piana e Liverani, maggiormente esposti rispetto all’abitato di Campodimele.
Pertanto in considerazione del fatto che l’impianto, pur se gestito con oculata prudenza e grande professionalità e pur attuando le migliori tecniche di filtraggio dei fumi, a ciclo continuo, comporta la emissione di 8000 m3/h di fumi e vapori contenenti i seguenti migranti: monossido di carbonio, biossido di carbonio, particolato e sostanze organiche volatili, si richiede che il caso venga immediatamente portato alla attenzione del consiglio comunale.

I consiglieri comunali

Andrea Antogiovanni

Giancarlo Di Fonzo

Ettore Panno

Carlo Pietrosanto

martedì 15 gennaio 2008

AMMINISTRATIVE DI PRIMAVERA: aperti ufficialmente i lavori.

Venerdì scorso, i consiglieri comunali di minoranza del centro-sinistra, con una riunione allargata, che ha visto la partecipazione di numerosi elettori, hanno dato vita ufficialmente ai lavori della prossima campagna elettorale per le amministrative di primavera.
Nel corso dell'incontro, dopo aver fatto una attenta analisi del quadriennio precedente, si sono affrontati i temi di una possibile aggregazione. I consiglieri comunali, delegati a portare avanti questo processo di rinnovamento, auspicano che si possa aprire a Lenola una nuova stagione che veda le forze progressiste nonchè tutti coloro che si riconoscono in nuovo modo di far politica, aggregati, nell'intento di dar vita ad una grande compagine, con una guida autorevole e forte.

giovedì 3 gennaio 2008

LA GUERRA DEI TRENT'ANNI



Non una volta siamo stati sollecitati ad intervenire sulla vicenda del chiosco in località Colle, sulla quale cerchiamo di dare il nostro contributo, senza avere la presunzione del possesso delle certezze ma semplicemente per aprire una serena discussione, nel rispetto della cittadinanza tutta di cui è parte integrante la famiglia Rosato.
Con deliberazioni n. 3/69 – 95/76 e 34/83 il consiglio comunale di Lenola concede al sig. Rosato Giovanni la possibilità di costruire in località colle un chiosco-bar con contestuale occupazione di mq 72,89 di suolo pubblico e con l’impegno ad installare un parco giochi occupando un’area di mq 376,38 nonché un’ulteriore area di mq 373,92 per l’installazione dei tavolini, senza il pagamento di alcun canone. Le suindicate deliberazioni prevedono il trasferimento automatico dell’immobile al comune di Lenola, alla data del 01.01.1991 e tutto ciò anche con il consenso espresso del sig. Rosato. Prima dell’esecuzione dei lavori il sig. Rosato richiede ed ottiene dal comune di Lenola la concessione edilizia per la realizzazione di un manufatto di mq 27,85; successivamente, in data 9 dicembre 2004, presenta domanda di sanatoria per l’abuso edilizio, limitatamente a mq 3,60 e provvede all’accatastamento dell’immobile per una superficie di mq 29,00
Alla data del 2 Febbraio 1991, in risposta dell’intimazione del sindaco pro-tempore al rilascio dell’immobile, il sig. Rosato propone ricorso innanzi al Commissario per gli usi civici del Lazio eccependo la natura civica del terreno su cui insiste il chiosco-bar, avvalendosi dello studio dei tecnici Ferreni Ferrero e D’Ambrosio dell’inizio del ‘900. Il contenzioso si conclude con la sentenza Carletti del 6 marzo 1992 che riconosce definitivamente la natura di uso civico del terreno sulla base del principio del “decorso dei termini di opposizione” e demanda al commissario ad acta del comune di Lenola, Filippo Pecorini, di provvedere ad avanzare alla Regione Lazio richiesta di “sdemanializzazione del terreno e la sua acquisizione al demanio stradale del comune di Lenola”. Aggiunge la sentenza: “la sua attuale destinazione pubblica (si tratta di una piazza centrale del paese) rende impossibile qualsiasi forma di legittimazione in favore del privato; né si può fingere che il terreno sia ancora temporaneamente sottratto all’uso collettivo, perché è del tutto evidente che mai più esso potrà essere destinato a bosco o pascolo e perché neppure la concessione d’uso in deroga alla destinazione silvo-pastorale potrà verosimilmente essere temporanea”.
E’ del tutto evidente che con l’azione legale intrapresa dal sig. Rosato tutti gli impegni ed accordi di cui alle deliberazioni consiliari, previsti a partire dall’anno 1969, cadono in frantumi poiché il consiglio comunale non avrebbe potuto concedere quell’area per la realizzazione del manufatto e pertanto, di conseguenza, è nullo anche l’impegno del Rosato all’automatico trasferimento del chiosco a favore del comune di Lenola.
Sulla base della suddetta sentenza, il commissario Pecorini, forte del voto consiliare espresso con deliberazione n. 48/93 formula alla Regione Lazio richiesta di mutamento di destinazione d’uso dell’intera area, estesa a mq 1538; richiesta accolta favorevolmente con destinazione d'uso in parte a Zona F2 – verde pubblico attrezzato - ed in parte a sede viaria e piazzale.
Allo stato attuale il chiosco è legittimamente utilizzato dalla famiglia Rosato in forza del contratto rep. 1504 del 14.11.2002 che ne prevede la concessione in uso per tre mesi annui, con possibilità di tacito rinnovo e per i restanti nove mesi, indica il sig. Rosato Giovanni quale custode dello stesso, il tutto previo versamento alle casse dell’ente della somma annua di € 464,81
Rosato Giovanni, in data 20 Aprile 2005 richiede, in applicazione della L.R. n. 6 del 27.01.2005, l’alienazione del terreno di uso civico su cui insiste il chiosco-bar (mq 52,00) e relative pertinenze, il tutto per una superficie complessiva di mq 112,00 Su tale richiesta, l’arch. Marta Spinarelli provvede alla redazione di una perizia di stima di € 9.446,40
La suddetta legge regionale si limita a prevedere la possibilità di alienazione di costruzioni legittimamente realizzate, sanate o sanabili.
La richiesta posta all’ordine del giorno del consiglio comunale del 21 Dicembre 2007 viene rinviata a larga maggioranza, anche con il voto di questo gruppo consiliare.
Nell'indicare la cronologia essenziale dei fatti, lasciamo alla intelligenza di ognuno ogni utile considerazione che possa contribuire alla discussione su una vicenda di per sè complessa, che deve trovare il giusto equilibrio che incardini il pur legittimo diritto del privato nel più generale e prioritario interesse pubblico.

martedì 1 gennaio 2008

MESSAGGIO AGLI ITALIANI DEL PRESIDENTE NAPOLITANO: "Non c'è da abbandonarsi alla sfiducia, ma da proporre, decidere, operare".


IL RICORDO DEGLI OPERAI DELL'ORRIBILE ROGO DI TORINO. LE POTENZIALITA' SU CUI L'ITALIA PUO' CONTARE. LE RIFORME INDISPENSABILI E LO SPIRAGLIO DEL DIALOGO. IL SESSANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE.
“Auguro un anno sereno, per difficile che sia. E’ un augurio che si ispira a sentimenti e ragioni di fiducia nell’Italia, perché cresca e migliori, guardando soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle che verranno”, così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivolto agli italiani nel messaggio di fine anno al Paese. Il Presidente Napolitano ha parlato della terribile piaga delle morti bianche ricordando la tragedia della Thyssenkrupp: “Mi hanno commosso e scosso le parole di un giovane compagno di lavoro del ventiseienne Rosario, uno degli operai travolti nell’orribile rogo di Torino : “Noi ragazzi che siamo cresciuti insieme a lui da quando avevamo 14 o 15 anni, se lui lotta per la vita dobbiamo lottare con lui fino alla fine”. Gli sono rimasti accanto, poi purtroppo la fine è giunta. E ieri è giunta anche per Giuseppe, altro ventiseienne, ultima delle vittime di una vera e propria inaudita strage”.Nel messaggio il Capo dello Stato ha voluto rispondere alla domanda che più inquieta: “Come dobbiamo guardare all’anno che sta per iniziare, con quali preoccupazioni e con quali motivi di speranza e di fiducia? E’ una domanda non facile, alla quale vorrei provarmi a rispondere partendo da quel che dell’Italia ho visto e ho potuto intendere lungo tutto il 2007[…]. Il problema sta nel come valorizzare e incoraggiare dovunque nel paese questo dinamismo, nel come trasmettere questi impulsi all’intero sistema Italia[…]. Se questo è il problema, con esso deve misurarsi la politica – governo e istituzioni rappresentative ad ogni livello – ma debbono misurarsi nello stesso tempo tutte le forze sociali e culturali. Non c’è da abbandonarsi alla sfiducia, ma da proporre, decidere, operare”.Il Presidente della Repubblica ha rivolto un invito alle forze politiche: “Per consolidare e generalizzare tutti i fenomeni e fermenti positivi che ho richiamato, per mettere a frutto le potenzialità su cui l’Italia può contare, è comunque indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico, fondato su una effettiva legittimazione reciproca. Ora che uno spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli schieramenti politici, specie sulla riforma elettorale, occorre assolutamente evitare che l’occasione vada perduta”. Il sessantesimo anniversario della nostra Carta fondamentale - ha sottolineato il Capo dello Stato - deve essere una occasione “per rivederne alcune regole, relative all’ordinamento della Repubblica, dobbiamo risolutamente ancorarci ai suoi principi, anche e non da ultimo ai suoi valori morali, e in special modo a quei suoi indirizzi che non vediamo abbastanza perseguiti e tradotti in atto”.Agli italiani il Presidente Napolitano ha voluto dire: “Possiamo avere più fiducia in noi stessi, ma dobbiamo essere più esigenti verso noi stessi”.