QUANDO LA PREPOTENZA DEL POTERE SI IMPONE SULLA FORZA DELLA RAGIONE....... LA FORZA DEL DIRITTO SI INCARICA DI RIPRISTINARE LA LEGALITA’ VIOLATA.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto il ricorso presentato in via straordinaria dai consiglieri Pietroanto Carlo, Panno Ettore, Di Fonzo Giancarlo, Antogiovanni Andrea e Pannozzo Alessandro contro il Comune di Lenola per l'annullamento della deliberazione del Consiglio Comunale n. 08/05 del 26 Gennaio 2005.
Visto il Testo Unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con R.D. 26 giugno 1924, n. 1054, e successive modificazioni;
Visto il regolamento per l'esecuzione della legge sul Consiglio di Stato, approvato con R. D. 21 aprile 1942, n. 444;
Visto il D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, recante norme per la semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi;
Udito il parere n. 4959/06 espresso dal Consiglio di Stato, sezione prima, nell'adunanza del 24 gennaio 2007......;
Sulla proposta del Ministro dell'Interno;
DECRETA
Il ricorso di cui alle premesse è accolto.
Roma Addì 14 Novembre 2007
Giorgio Napolitano
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IN SOSTANZA
Il 7 Ottobre 2004 i consiglieri di minoranza di Lenola chiedevano la convocazione del consiglio comunale ponendo la questione della modifica degli artt. 50, comma 4 e 52, comma 3 del Regolamento sul funzionamento del consiglio comunale, contenenti la disciplina delle interrogazioni e delle interpellanze in quanto contrari ai principi costituzionali ed alle norme legislative vigenti posti a garanzia delle minoranze”; in sostanza si invitava il consiglio comunale a rivedere il regolamento nelle parti in cui esso si poneva in netto contrasto con l’art. 43, comma 3, del d.lgs n. 267/2000 che espressamente prevede il termine di 30 giorni entro cui il sindaco o un suo delegato risponde agli atti di sindacato ispettivo presentati dai consiglieri. Si sosteneva l’illegittimità degli articoli del Regolamento, laddove non pongono alcun termine per la risposta, così consentendo al vertice politico di stabilire di volta in volta, indiscriminatamente, le modalità e i tempi di risposta senza distinzione alcuna per i casi di particolare urgenza. Nella seduta del Consiglio Comunale la maggioranza non concede la modifica del Regolamento ritenendo che la formulazione garantisca sufficientemente i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni. Ritiene la maggioranza consiliare che la discrezionalità del Sindaco di valutare la modulazione e i tempi di risposta, oltre a non essere lesiva di legittime prerogative, assicura il buon andamento dello svolgimento delle sedute consiliari evitando presentazioni a raffica di interrogazioni a risposta verbale, oltre che il rischio di convocare continue sedute del consiglio per discutere gli atti di sindacato ispettivo. Avendo imposto “la forza dei numeri alla forza della ragione” i consiglieri di minoranza (primo firmatario Carlo Pietrosanto) hanno deciso di impugnare la deliberazione consiliare con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che su parere del Consiglio di Stato, sezione prima, espresso nell’adunanza del 24 gennaio 2007, lo ha accolto con queste motivazioni: Che il vigente Regolamento del Consiglio comunale di Lenola violi l’art. 43 d.lgs 18 agosto 2000, n. 267 – Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali – non è dubitabile. Dispone infatti questo articolo di legge, dedicato ai diritti dei consiglieri, al comma 3: “il sindaco o il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati rispondono, entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare”. Quando gli artt. 50, comma 4 e 52, comma 2 del Regolamento dispongono senza la previsione di questo termine di trenta giorni, contrastano con questa norma primaria, perché di fatto lasciano alla discrezione del sindaco, o dell’assessore delegato, il potere di rispondere sine die: e questo certamente viola la ratio e la lettera della legge, orientati a dare effettività alla funzione ispettiva consiliare. Sussiste pertanto in modo evidente la violazione della norma primaria: illegittimamente ha disposto il Consiglio comunale quando ha rinnovato, con nuova discussione, la previsione contraria a quella della legge, assegnando di fatto al sindaco e ai componenti della Giunta un termine a loro piacimento per dare risposta agli atti ispettivi e vulnerando così in punto di effettività l’essenziale – ai fini dei pesi e contrappesi propri della forma di governo comunale – funzione di controllo politico insista nel potere di presentare atti ispettivi a risposta.
16 commenti:
Non ero a conoscenza di questo singolare criterio d’interpretazione delle regole vigente nel nostro comune di conseguenza non potevo sapere del contenzioso in atto.
Con la speranza che questo rappresenti un singolo caso e non un “modo si fare” faccio i miei complimenti agli ex consiglieri della Minoranza che hanno chiamato in causa la prima carica dello stato per ripristinare uno strumento che, oltre a raffigurare un mezzo determinante per condurre un opposizione capace di vigilare, può rivelarsi di fondamentale importanza per tutelare e garantire i cittadini.
Corre anche l’obbligo precisare che all’interno dell’attuale minoranza sono presenti consiglieri che hanno partecipato, con il loro assenso, a deliberare questo provvedimento demenziale del Consiglio Comunale e a loro va il mio invito ad una maggiore dedizione al ruolo di rappresentanza che i cittadini attraverso il voto gli hanno affidato.
Un saluto write26
un modo di fare
Oh!
Finalmente "FATTI" e non più solo "CHIACCHIERE"!
I miei complimenti.
Quello che mi domando,dico e chiedo ad Andrea è questo:perchè non aveto mai accennato a questo ricorso??E' una "vittoria" ottenuta prima delle elezioni,come mai nessuno sapeva niente??Quando imparerete a "sbraitare"??Secondo voi i voti si raccolgono perchè siete belli o perchè siete "tosti"?? Perchè non date anche voi l'incarico ad un ragazzo per rendere pubblici i vostri movimenti all'interno del consiglio??Non so...volantini,stampa!!!Pensateci perchè non è una cattiva idea.Tu mi dirai che basterebbe seguire i consigli comunali..io ti rispondo che non tutti possono per vari motivi.Un saluto
Cara Minny
della presentazione del ricorso ne abbiamo dato notizia a suo tempo, anche con un articolo su LATINA OGGI.
Dell'esito del ricorso, purtroppo, ne abbiamo avuto notizia solo da pochi giorni.
Visto che non ci voleva il Consiglio di Stato per darci ragione e che sarebbe bastato un pò di buon senso, credo che questa storia dimostri almeno due cose:
1) quanto sia nella sostanza prepotente il Sindaco, aldilà del suo buonismo di facciata;
2) quando certi presunti eminenti giuristi che siedono in maggioranza siano degli "azzeccagarbugli".
Prepotenti...azzeccagarbugli.Come se io non lo sapessi!!Non sempre leggo latina oggi e di questa cosa non ne sapevo niente.Per questo dico "volantinaggio",forse è un modo più "paesano" ma sicuramente più diretto ai cittadini.Comunque la strada che state seguendo è quella giusta.Io sono del parere che ci vuole "caciara" per far conoscere e dialogo per far comprendere.Ti ringrazio
Cara Minny, non tocchiamo l'argomento "belli" o "tosti" perchè potrebbe (e bada che uso il condizionale) essere dolente.
Io parlerei piuttosto di INTELLIGENZA, ecco!
Premesso che le accuse contro sti quattro schiodati si perdono nella notte dei tempi, si è preferito (secondo me, ma potrei anche sbagliarmi) barricarsi dietro la modestia e l'umiltà, dimostrando che come sempre l'intelligenza e la calma la dicono lunga rispetto alla presunzione e all'arroganza. (t'ho fatto pure la rima)
E' la burocrazia!
Sono le lungaggini!
Perchè dire al mondo intero: "ho messo a cucinare la bistecca?" Meglio servirla direttamente a tavola!
In sostanza i fatti iniziano a parlare.
Caro prof., a quanto pare stai finalmente cominciando ad applicare alla lettera le mie sagge parole (un pò copiate e un pò coniate):
LOTTA DURA SENZA PAURA, perchè E' SEMPRE MEGLIO FARE INVIDIA CHE PIETA', poichè CHI LA DURA LA VINCE!
Attendiamo il seguito.
Bounanotteeeeee!!!
Tutto giusto quello che dite.
Però una domanda sorge spontanea:ma di quella maggioranza non facevano parte anche quei due che ora si trovano dalla vostra parte??
O adesso sono buoni solo perchè sono nella minoranza con voi??
Ed ora rispondete anche a me, perchè è troppo facile dare risposte solo a chi elogia il vostro operato.
Grazie
Che palle!!!
A volte,cara Annarella,la modestia e l'umiltà,ci fa apparire "fessi".Ti saluto
La modestia è l'umiltà non fanno apparire "fessi", TI RENDONO FESSI (è diverso), ma sono due gran belle doti, due importantissimi valori, che pochi riescono a comprendere.
Ma questa è tutta n'altra storia!
Stamattima non ho fatto come tutte le domeniche,cioè,starmene a letto un pò di più.Ho circa 300 sidiscard da meccanizzare e mi sono detta:mi alzo un pò prima,le finisco prima di pranzo e oggi pomeriggio mi SPALMO sul divano.Macchè!!!Leggere i vostri commenti mi appassiona sempre di più.Annarella,tesoro,nulla da dire riguardo alla bellezza ed all'importanza delle dette virtù,ma mettiamola così:non sempre l'apparezza ci inganna.Sei d'accordo??Un bacino
"una domanda sorge spontanea:ma di quella maggioranza non facevano parte anche quei due che ora si trovano dalla vostra parte??
O adesso sono buoni solo perchè sono nella minoranza con voi??"
Io ho un mio pensiero: "A volte gentile amba....si rimane vittime della troppa conoscenza!!".
Cosa voglio dire? che purtroppo o per fortuna nella vita si cresce, si matura, si prende coscienza e si cambia opinione...(molto più difficile cambiare ideologia) solo i parenti "ci vengono dati" e ce li dobbiamo pure tenere, che ci piacciano o no.
Basta vedere cosa è successo negli ulrimi dieci anni, già solo in Italia:grandi correnti politiche ed ideologiche si sono fuse in un processo di continua crescita imposto dal mutare dei tempi...e, in tutto ciò, chi è rimasto ancora ancorato alle vecchie ideologie, fatica a trovare una propria collocazione....
Quando, poi, si parla del paesello tutto è più complesso e in divenire...a volte ti rendi semplicemente conto che con alcune persone, al di là dell'appartenenza politica, non puoi più lavorare perchè è venuta meno la stima, la fiducia? non so cosa, ma i diretti interessati hanno cercato più volte di spiegarlo.
Del resto se andiamo a cavillare ne dovrebbero dare di spiegazioni i due "Professori" dell'attuale maggioranza ...che sono più instabili ed incerti di certe "previsioni del tempo!!!"
L'U.D.C. provinciale, ancora continua a chiedersi come mai a Lenola il suo partito ha perso così tanti voti....
e allora evviva la faccia della sincerità...
Sono d'accordo con Giancarlo il buon senso a volte aiuterebbe... ma la prepotenza sta proprio nel voler negare l'evidenza e "il diritto".
Gli azzeccagarbugli??? Sono "prepotenti titolati" che arroccandosi dietro una laurea e dietro una parlantina ostentata per intimorire, cercano di far tacere coloro che hanno il dono dell'umiltà e non dell'arroganza.
Per fortuna il diritto paga... prima o poi.
Continuate a portare avanti le vostre battaglie e non abbiate timore di rivolgervi a chi di dovere .. tanto a voi, sconti, non ne avrebbero fatto.
Caro signor Rossi,
è davvero notevole quando nella vita ci si trova a percorrere un sentiero che ti porta a cambiare direzione ed a crescere:davvero bello.
Non dimentichiamo però che prima delle elezioni i signori ora in minoranza erano seduti al tavolo delle trattative con l'UDC.
Quando questi gli hanno dato il benservito,non volendo stare ai loro patti,sono corsi in casa PD.
Cambiare direzione per crescere è bello,lo è un pò meno quando lo si fa solo per rincorrere poltrone!
Caro Mario Rossi, le conclusioni di Spud non fanno una piega, bisognerebbe dimostrare a Spud e a me che non è così, che questo attaccamento alle poltrone è frutto solo della nostra fantasia, solo in quel caso riusciremmo veramente a capire chi è veramente riformista.
Chi desidera un “cambiamento” il cambiamento non lo propaganda lo pratica, lo impone nel proprio gruppo, non si limita a cambiare casacca.
Non è indossando la pelle del lupo che si diventa lupi, perché i lupi veri si accorgono subito che non sei uno di loro e ti mangiano, mangiano te e chi ti segue.
Per quanto ci riguarda, lasciamo fare il Lupo a chi sa farlo meglio di noi, impariamo a fare gli UOMINI , non quelli con i pantaloni ma quelli che ragionano, che si confrontano, quelli che sanno ammettere i propri errori, quelli che non si ostinano.
Siamo nel terzo millennio non facciamo come il Sansone del vecchio testamento, la campagna elettorale è terminata da due mesi, sarebbe il caso di cominciare a fare la dovuta autocritica ponendo in essere anche i giusti correttivi altrimenti sarebbe farsa e non autocritica.
Le compagini politiche non si rinnovano solo attraverso il voto caro Mario Rossi, cominciamo a fare un po’ di esperienza alle nuove leve ciao write26
"LATINA OGGI" del 25 Maggio 2008 - Pag. 32
Lenola, la pronuncia del Consiglio di Stato dopo il ricorso della minoranza
Assise «fuorilegge»
Interrogazioni e interpellanze, regolamento incostituzionale
REGOLAMENTO sul funzionamento
del Consiglio comunale
di Lenola, normative incostituzionali.
Lo ha decretato, dopo un
ricorso presentato al il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano,
il Consiglio di Stato, che
ha accolto il ricorso straordinario
a suo tempo presentato dai consiglieri
di minoranza Carlo Pietrosanto,
Ettore Panno, Giancarlo
Di Fonzo, Andrea Antogiovanni
e Alessandro Pannozzo contro il
Comune di Lenola per l’annullamento
della deliberazione del
Consiglio comunale numero
08/05 del 26 gennaio 2005. Tutto
ebbe inizio il 7 ottobre del 2004,
quando i rappresentanti dell’opposizione
chiesero la convocazione
straordinaria del consiglio
comunale ponendo all’attenzione
generale la questione della
modifica di due articoli del regolamento
consiliare, quelli riguardanti
la disciplina delle interrogazioni
e delle interpellanze. Ritenevano,
infatti, che fossero
«contrari ai principi costituzionali
ed alle norme legislative vigenti
poste a garanzia delle minoranze
», perchè non ponevano
alcun termine per la risposta, prevedendo
un termine solo nel’eventualità
di una richiesta di risposta
scritta. Un modo per consentire
ai vertici della Giunta De
Filippis di stabilire di volta in
volta, indiscriminatamente, le
modalità ed i tempi di risposta,
senza alcuna distinzione per i
casi di particolare urgenza. Di
seguito, mediante la delibera numero
08/05 del 26 gennaio 2005,
la proposta di modifica avanzata
dall’opposizione non veniva accolta,
mentre il placet, all’unanimità,
giunse per quella formulata
dalla maggioranza, che prevedeva
di introdurre nel regolamento
la disposizione che interrogazioni
ed interpellanze potessero essere
presentate non solo in consiglio,
ma anche al protocollo. Da
qui, l’impugnazione per violazione
di legge, visto che i consiglieri
di minoranza asserivano
che la deliberazione fosse contraria
a quanto previsto dall’articolo
43 del Testo unico delle
leggi sull’ordinamento degli enti
locali.
Da par suo, il Comune, proponendo
al Consiglio di Stato il
rigetto del ricorso della minoranza,
aveva ribadito la posizione
assunta dalla maggioranza di non
procedere alla modifica dei due
articoli «incriminati», ritenendo
che anche l’esercizio delle funzioni
dei consiglieri fosse comunque
sufficientemente garantito.
L’amministrazione comunale,
infatti, riteneva che la
discrezionalità del sindaco di valutare
la modulazione e i tempi di
risposta, oltre a non essere lesiva
di prerogative legittime, assicurasse
il buon andamento dello
svolgimento delle sedute consiliari,
evitando presentazioni a
raffica di interrogazioni a risposta
verbale, oltre che il rischio di
convocare continue sedute consiliari
per discutere gli atti di
sindacato ispettivo. Motivazioni,
quelle avanzate dalla maggioranza,
non accolte dai giudici amministrativi
d’appello, che ha ritenuto
il ricorso presentato pienamente
fondato, perchè «le norme
impugnate sono illegittime, nella
parte in cui non prevedono alcun
termine di risposta».
Mirko Macaro
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